lunedì, novembre 26, 2007


RAGAZZI DELL'UDC-TICINO... MA NON VI VERGOGNATE?
Ragazzi dell'Udc, non fate così ché altrimenti ci prende il magone e ci assalgono i sensi di colpa. Credeteci sulla parola, che è parola di gente ticinese abituata a dire risotto al risotto e luganiga alla luganiga: non ce ne abbiamo a male, qui a bottega, anche se ci avete sparato addosso per mesi e mesi. Non ce la si è presa anche se al secondo turno della corsa per il Consiglio degli Stati avete stralciato ed ordinato di stralciare il nome di Attilio Bignasca. Non ci siamo obnubilati, adirati, adontati, incazzati (barrare con una crocetta la voce che interessa) anche se avete convocato un’assemblea straordinaria per dichiarare al volgo ed all’orbe che Attilio Bignasca non era da ammettersi nel gruppo Udc alle Camere federali, con ciò inviando un messaggio inequivocabile ai vostri referenti bernesi e zurigani. Ragazzi, suvvia, siamo seri. La politica è questo: c’è chi è radicato nel territorio, chi rappresenta le istanze di ogni strato sociale e di ogni categoria restando alieno dalle “lobby” e dai fenomeni lobbystici, chi non prova vergogna alcuna - e per quale ragione dovrebbe vergognarsi - nell’andare a chiedere un consenso elettorale casa per casa, bettola per bettola, gremio per gremio, sede istituzionale per sede istituzionale. C’è chi si è battuto per demolire quei “Bilaterali” dei quali voi stessi, ammettetelo, ora vi lamentate ad ogni rintocco del campanile, ma che vi eravate dimenticati di contestare quando era il momento. C’è chi fa del suo essere ticinese un valore, un principio, un’attestazione identitaria ed un progetto sul domani: lingua italiana non vuol dire l’accomodarsi sul tappeto dei lombardi, per quanto saremmo i primi a scatenare le folle se ipotizzassimo un 24.o “superCantone” aggregato alla Svizzera con varesini-comaschi-verbanesi-ossolani-valtellinesi e lecchesi; lingua italiana significa fierezza di appartenere alla Confederazione elvetica, ma con pari dignità e con le rivendicazioni dell’essere un luogo diverso, un pensiero diverso, un occhio diverso sulla realtà. Se non avete capito questo, e se non avete capito tutto quel che viene di conseguenza, non arriverete mai a conquistare il cuore delle ticinesi e dei ticinesi. Ma adesso, come sottolineerebbero quelli del Partito democratico che in Italia è già terreno di faida mentre il bimbo non è ancora riuscito a dire «Mamma», a noi piacerebbe che faceste un passo indietro e che capiste la situazione, «pacatamente e serenamente ma anche», per dirla con Walter Veltroni. Il Pd ha provato a nascere perché «abbiamo scoperto che sono più le cose che ci uniscono rispetto a quelle che ci dividono». Il Centrodestra ticinese, che Eros Mellini ha appena bollato con l’aggettivo «fantomatico» dalle colonne del “Paese” (visto che vi leggiamo, fratelli? Fate altrettanto, sul “Mattino” e sul “MattinOnline” non propiniamo barzellette), avrebbe persino un senso: sarebbe inter-classista, sarebbe inter-culturale. Soprattutto, sarebbe inter-pretabile. Alla Lega dei Ticinesi, che è una Lega delle leghe perché il contadino di Aurigeno ha diritto di idea quanto il bancario di Lugano e quindi il principio del globale parte dal locale anziché il viceversa, preme soprattutto che certi valori siano difesi, tutelati e rispettati. Qui ci si spende, e volentieri, anche ghignando come pazzi quando accade che certe previsioni si avverino: nel caso servisse una rinfrescatina alla memoria, si affermava che i cassamalatari erano un danno tipo “tsunami” per la società, che i “radar” sarebbero diventati un flagello alla Attila ai danni degli automobilisti già vessati in quanto contribuenti, che la sanità stava viaggiando verso il doppio binario, che una scuola fatta con i piedi non serve a nessuno, che gli apprendisti avrebbero il diritto di trovare un posto a studi ultimati, che le frontiere erano un colabrodo, che certe imposizioni fiscali facevano a pugni con lo stato di necessità delle famiglie e che gridavano vendetta al cospetto del Cielo, e per la miseria avremmo una tonnellata di buone menzioni ma la vogliamo chiudere alla svelta. Solo questo domandiamo: voi, dove eravate? Ragazzi, però: non fate così, non dimettetevi uno dietro l’altro avendo scoperto all’improvviso - tragica rivelazione, ahi Durango - che non godete della fiducia altrui nemmeno in casa vostra. Ci si dimette quando non si condividono più gli ideali, o quando ci si rende conto del fatto che certi obiettivi sono irrealizzabili (in Ticino, dolenti per voi, ma c’è già la Lega); non ci si dimette per ripicca, non si interrompe la partita perché «il pallone l’ho portato io». Eddai, non provocate altre ansie al vostro presidente Pierre (pubbliche relazioni?) già mortificato. Altrimenti ci fate passare una brutta domenica, e quando siamo di cattivo umore diciamo le parolacce, sicché poi ci tocca l’onere di invocare perdono e pietà, sebbene miseri non siamo.
Le ultime dichiarazioni di Eros Nicola Mellinic sono poi di una vergogna inaudita:
su ticinonline é riuscito pure a dire che Blocher non ha una grande
opinione del Ticino.
Certo... finché vi é tale dirigenza nell'UDC locale...

7 commenti:

ric ha detto...

....e sicuramente, nemmeno adesso, la dirigenza UDC nostrana si tirera' da parte.

Ma perche' Berna non interviene???? ...ma forse e' meglio cosi ahahahahah ...ul bel vide' l'e' poc distant...

Anonimo ha detto...

Ciao Umberto,
da quanto tempo!!!
Tutto bene?

Fatti sentire che una sera di queste ci prediamo una birra insieme!

Alessandro Nardone

PS: anch'io ho aperto un blog: nardone.wordpress.com

Individuo impertinente ha detto...

Come ha detto Destra Nazionale... È ora che nell'UDC Ticinese venga fatta tabula rasa prima che imploda facendo un gran bella figura di merda!!!
Bravo per quello che hai scritto... e su Eros non mi esprimo nemmeno!;)

UMBERTO MARRA ha detto...

Ciao individuo impertinente: la parte in nero, mi sono dimenticato di dirlo, é di mattinonline... ciao!

UMBERTO MARRA ha detto...

A Nardone: Ciao, fatti sentire quando vuoi

UMBERTO MARRA ha detto...

A Ric; E tu che andavi ai loro convegni ...eheheheh....

ric ha detto...

...pero' si mangiava bene ahahahahah ....