domenica, marzo 25, 2007

Da IL PAESE di un mese fa:
Tempi duri per i contribuenti se dovesse vincere l’asse radical-socialista

L’importanza delle prossime elezioni


Fra un mese si elegge il nuovo Governo e il nuovo Parlamento. Non deve sfuggire l’importanza di questo rinnovo dei poteri cantonali. E’ in gioco l’indirizzo della politica cantonale: se vincono radicali e socialisti, nella prossima legislatura ci saranno un aumento senza freni della spesa pubblica e una o più stangate fiscali per finanziare questa spesa; se vincono liberali, Lega e UDC ci sarà il risanamento delle finanze in pochi anni e il rilancio di un politica di diminuzione delle imposte che ha dato risultati positivi nell’ultimo decennio. E il PPD? Purtroppo si aggregherà all’uno o all’altro carro, saltando sempre e comunque su quello dei vincitori.
Sono decisive per questo le sfide personali: all’interno del PLRT quella tra Marina Masoni da un lato e i radicali Gendotti e Sadis dall’altro, che – lo hanno capito anche i paracarri - corrono assieme contro la loro collega di lista; per la Lega la riconferma o meno di Marco Borradori, il cui seggio è ambito dal PPD e soprattutto dal PS; e infine per l’UDC è determinante migliorare il risultato del Gran Consiglio, quindi eleggere più di 6 deputati, posto che molto difficilmente l’UDC può ambire al seggio governativo.
I radicali hanno puntato tutto sulla questione morale, che però nelle ultime settimane si è ritorta contro loro stessi, per le implicazioni della famiglia Sadis e di diversi sostenitori della candidata radicale nel cartello dell’asfalto (che ha causato costi per decine e decine di milioni di franchi ai contribuenti ticinesi) e per la magra figura di alcuni esponenti radicali che avevano cianciato a lungo di etica pubblica. Asfaltopoli è il vero scandalo di questa legislatura: qui sì che ci vorrebbe una bella inchiesta amministrativa, che copra gli anni (1999-2005) per i quali la Commissione federale delle concorrenza ha accertato l’esistenza del cartello illegale a danno dei contribuenti. Ne salterebbero fuori delle belle, soprattutto in casa radicale. Ma, come ha scritto un acuto e ironico osservatore (Alberto Bernardoni sul “Corriere del Ticino”), tonnellate di sabbia sono state riversate su questo scandalo.
Se gli elettori non si lasceranno ingannare da una stampa prevenuta e faziosa, con l’eccezione del “Corriere” e del “Giornale del Popolo”, la consigliera di Stato Masoni dovrebbe essere rieletta. Se invece le frottole radical-socialiste avranno il sopravvento, si annunciano tempi bui per il Ticino.
Ciò rende necessaria la rielezione di Marco Borradori in Consiglio di Stato. Essa è determinante perché il Governo non lasci passare in Ticino una restaurazione statalista fondata sull’aumento delle imposte. Con Masoni e Borradori in Consiglio di Stato, il consigliere di Stato del PPD non potrebbe accodarsi ad una politica di aumento della pressione fiscale: pagherebbe un pesantissimo prezzo nelle elezioni successive. Se invece il seggio leghista cadesse e andasse in mano ai socialisti, l’involuzione statalista sarebbe cosa certa. Ricordiamoci tutti bene di cosa era successo nella legislatura 1987-1991, quando in Governo c’erano due socialisti: Bervini e Martinelli. La spesa pubblica subì aumenti esponenziali. La crisi finanziaria degli anni Novanta ebbe lì la sua origine. Non è quindi il caso di ripetere gli errori del passato. Senza contare poi che una cosa è la statura politica di Bervini e Martinelli (al di là delle idee), altra cosa sono la vuotaggine ma soprattutto l’inaffidabilità di una Pesenti, il fanatismo di una Carobbio o di un Bertoli o l’inconsistenza sorridente di un Lurà. Due socialisti nel nuovo Consiglio di Stato è il peggio che il Ticino possa subire.
L’UDC fa corsa a sé. Abbiamo già espresso le nostre riserve e critiche per questa scelta, che rischia di regalare il quinto seggio alla sinistra. Ora però il dado è tratto (...). Meno imposte per migliorare ancora l’attrattiva fiscale in Ticino e attirare così nuove aziende; meno imposte per i contribuenti persone fisiche, che hanno bisogno di più reddito.
Questa saggia politica ha fatto aumentare i gettiti fiscali del Cantone. Oramai solo la ministra socialista continua a ripetere lo stanco ritornello delle casse vuote: nemmeno la base socialista l’ascolta più, dopo aver appreso la notizia dei milioni di franchi in più che entrano nelle casse dello Stato.
Questa la posta in gioco il 1. aprile. L’elettorato di centro-destra deve mobilitarsi per dare forza ad una politica che blocchi l’aumento continuo della spesa pubblica, che riduca le imposte e che lasci più libertà alle persone e alle imprese.

Carlo Danzi, ex Deputato UDC

3 commenti:

Destra Nazionale ha detto...

Hai letto il suo articolo a pagina 4 del Mattino di oggi?

UMBERTO MARRA ha detto...

:-) beato Danzi che ha i soldi per le inserzioni, comunque lo vedrei bene come Presidente UDC. Perlomeno non é un Tafazzi, uno che pensa di essere un Dio ma si sta accorgendo che é il capitano di una armata sempre più Brancaleone.

Destra Nazionale ha detto...

Sì, mi sembra un tipo in gamba! Ma non è che prima o poi faranno fuori democraticamente anche lui...?